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News


ROSETO DEGLI ABRUZZI (Te) - 1° Ottobre 2016 - dirige la Corelli Chamber Orchestra

 

Sabato 1° Ottobre alle ore 21 presso la Sala del Palazzo del Mare di Roseto degli Abruzzi, si svolgerà il 4° appuntamento concertistico del Rosburgo Music Festival  - “Il Solista e l’Orchestra” - XXIII Edizione 2016.
Saranno di scena: la Corelli Chamber Orchestra (Renato Marchese - violino, Augusto D’Incecco - violino, Ioana Pirvu - violino, Silvia D’Annunzio - violino, Marino Capulli - violino, Mariana Valcheva - violino, Violeta Stancu - viola, Xhoana Askushaj - viola, Galileo Di Ilio - violoncello, Alessandro Carabba - contrabasso, Francesca Avolio - batteria), il solista brasiliano Frank Jardilino al trombone e il direttore d’orchestra MANFREDO DI CRESCENZO.
Saranno eseguite ed interpretate musiche di:
I. Albeniz - Asturias per orchestra;
A. Nepomuceno - Serenata per trombone e orchestra;
J. Turina - Melodia per orchestra;
C. Boschesi - Trombone Sentimentale per trombone e orchestra;
R. de Barros - Na Gloria per trombone e orchestra;
Marquita - Espana Cani per orchestra;
G. Peixe - Mourão per trombone e orchestra;
A. Lyra - Fantasia per trombone e orchestra;
Pinxinguinha - Carinhoso per trombone e orchestra.

Introduzione alla Musica Brasiliana
Nella cultura musicale brasiliana, forse più che in altre, una delle caratteristiche tipiche è la commistione senza preconcetti tra generi e stili musicali diversi. Musica Popolare Brasiliana e l'acronimo MPB sono utilizzati con due accezioni leggermente differenti a seconda del contesto e dell'epoca a cui ci si riferisce.
Nel primo caso, estensivo, è usato per identificare tutta la musica leggera o folklorica nata in Brasile sin dai primi decenni del XX secolo fino ad oggi. Sono compresi quindi tutti i generi tipicamente brasiliani come ad esempio il samba, la bossa nova, il choro, il sertanejo, il musica caipira, il forró e tutti i movimenti musicali caratteristici della storia e della cultura musicale brasiliana come il carnevale o il tropicalismo, comprendendo anche gli ibridi nati dalla contaminazione di generi non propriamente brasiliani, ma che hanno arricchito il linguaggio musicale del paese.
Nell'altro caso è utilizzato per identificare, in particolare, il movimento di musica leggera esploso a metà degli anni '60 in seguito al successo della bossa nova, del rock, del pop e dei seguitissimi festival musicali organizzati a Rio de Janeiro e a San Paolo sulla falsariga del Festival di San Remo italiano.
In ogni caso, considerata la vastità della tradizione e della cultura musicale brasiliana, nel XX secolo seconda probabilmente solo a quella anglo-americana, è stato necessario coniare una etichetta generalista per indicare la musica brasiliana senza dover specificare, cosa peraltro spesso proibitiva, le caratteristiche peculiari di ogni genere o stile, ma sottolineandone l'origine, il temperamento, il carattere comune.
La Musica Popolare Brasiliana, nella sua accezione più vasta, contiene tutte le caratteristiche della musica prettamente popolare che, come tutta la cultura brasiliana, ha tre anime: quella bianca (europea, portoghese), quella nera (africana) e quella indio. Dalla tradizione musicale europea (barocca, rinascimentale, ma anche popolare) la Musica Popolare Brasiliana ha ottenuto la melodia e la ricchezza armonica; dalla tradizione degli schiavi neri ha attinto il ritmo e gli strumenti (in particolare dalla religiosità dell'Angola); dalla cultura degli indios il temperamento e il carattere. Un po' come è successo negli Stati Uniti per il jazz, con una vicenda parallela, ma del tutto peculiare.
Nonostante sia definita popolare, la Musica Popolare Brasiliana è spesso identificata come la musica della classe media. In effetti l'uso dell'identificativo divenne consueto negli anni '50, in epoca di rinascita economica, quando la classe media o borghese, quasi esclusivamente bianca, iniziava ad imporsi socialmente in Brasile, con un ritardo di qualche decennio rispetto al resto del mondo occidentale. Erano quindi i giovani benestanti, gli studenti universitari, gli stessi che hanno dato vita alla bossa nova, che potevano permettersi di acquistare i dischi, di frequentare i locali dove si suonava la musica più moderna e che potevano più facilmente essere influenzati dalla cultura e dalla musica statunitense ed europea.
La Musica Popolare Brasiliana, con questa accezione, ha il suo momento di splendore durante gli anni '60, dopo la nascita della bossa nova, quando i nuovi compositori e musicisti si imposero ad un audience di giovani studenti e a una popolazione intellettualmente e culturalmente emancipata, divenendo uno dei mezzi privilegiati di critica e di opposizione al regime totalitario. Nel contempo la Musica Popolare Brasiliana, specialmente con i successi dei festival e degli spettacoli televisivi della seconda metà degli anni '60, diviene il veicolo dei sentimenti nazionalistici e populisti cari al regime, ma nati, peraltro, in epoca democratica, prima della dittatura, ai tempi della rinascita economica degli anni '50 di cui è rimasto simbolo il presidente Juscelino Kubitschek.
I protagonisti di tutta la musica popolare brasiliana sono comunque i sentimenti e gli stati d'animo quasi viscerali che caratterizzano il carattere del popolo: sono la tristeza, la felicidade, la saudade (la nostalgia), il choro (il pianto). Nella musica brasiliana più autentica compaiono difficilmente la rabbia (tipica del blues), la voglia di ribellione (tipica del rock) o l'amore romantico (tipico della canzone europea e statunitense). Si contano più spesso i sentimenti e lo struggimento per la terra, la natura, la storia: spesso con grande poesia, a volte con l'uso di luoghi comuni, di solito con un po' di ironia e con molto divertimento.
Per la musica brasiliana la tristezza e la nostalgia hanno la stessa dignità della felicità: Antonio Carlos Jobim diceva che condividono la stessa bellezza. I brasiliani stessi dicono che la loro musica racconta prevalentemente la bellezza.